È da un po’ che la sento cantare nel piccolo boschetto vicino a casa.
Un canto ricco e variegato che ha dato alla Capinera la definizione di “falso Usignolo”.
La sua natura sfuggente e la tendenza a nascondersi tra le foglie, rende questa specie abbastanza difficile da fotografare, ma oggi ha avuto una grande sorpresa!
Tento l'avvicinamento, muovendomi lentamente e silenziosamente per evitare di spaventarla.
Ci vuole pazienza, furtività e una buona comprensione del comportamento della specie per arrivare vicino senza spaventarla.
Il maschio di Capinera continua a cantare, forse non ha ancora ben stabilito il suo territorio o è in atto un conflitto tra i maschi.
Il suo canto funge da dichiarazione vocale, proclamando la sua presenza e la proprietà del suo territorio di nidificazione e caccia.
Evito di fare movimenti improvvisi che possono sorprendere l'uccello.
Cerco dei nascondigli naturali, come un albero e un cespuglio, per celare la mia presenza e rompere la silhouette di "uomo".
Avanzo a zig-zag, con un andamento intermittente fatto di pause e movimento, sperando di ridurre al minimo l'impatto sull'uccello.La mia Canon EOS 7D Mark II è pronta per scattare a raffica in autofocus continuo.
Ho selezionato la priorità di tempi, impostando una velocità di 1/1250" per congelare il movimento dell'uccello e catturare dettagli nitidi del piumaggio.
Visto le tante luci e ombre dell'habitat in cui vive la Capinera, ho optato per un ISO automatico.
L'apertura f/5,6 mi assicura una moderata profondità di campo, permettendo all'uccello di distinguersi dallo sfondo piacevolmente sfocato.
Sono arrivato abbastanza vicino al cespuglio da cui arriva il canto, mi fermo e con il teleobiettivo la cerco senza fare troppi movimenti.
È fondamentale rispettare lo spazio dell’uccello per evitare di causare stress o indurlo alla fuga.
La priorità è il benessere del soggetto, non la gloria effimera di una fotografia ben riuscita.
Sto utilizzando lo Zoom Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS II USM tutto esteso, che mi consentirà di riempire l'inquadratura da una distanza che non la disturbi.
Eccolo, io lo guardo e lui mi guarda.
L'incontro dura un paio di secondo, poi il maschio cambia posizione.
La Capinera è più facile da identificare dal suo canto, che vederla.
Vive in ambienti con una densa vegetazione che ostacola la vista e rende difficile inquadrare l'uccello con il teleobiettivo.
I movimenti rapidi dell'uccello fra i rami e le foglie e il volo imprevedibile, con improvvisi cambi di direzione, rendono difficile la messa a fuoco.
L'elevata velocità dell'otturatore e l'autofocus continuo aiutano a bloccare l'azione.
Localizzare di nuovo il maschio ha richiesto un po' più di tempo e tanta pazienza.
Troppe foglie, troppi rami e rametti intrecciati.
Finalmente lo ritrovo, ma non sta fermo e si sposta ancora una volta nel fitto del fogliame.
Per me, lo fa apposta?
Mi sposto di lato, mi abbasso, faccio un passo avanti e uno di lato e …wow, c'è anche la Capinera femmina!
Rimane ferma per una decisa di secondi e io scatto raffiche dopo raffiche di foto.
Dopo tante foto a vuoto, dedizione e perseveranza, i miei sforzi sono stati ripagati.
Sono riuscito a catturare una serie di immagini del maschio e della femmina.
Stavo cambiando posto quando ….il meglio doveva ancora venire!
La giornata era molto afosa e col passare delle ore il calore estivo si intensificava.
È stato allora che per regolare la temperatura corporea il maschio di Capinera è volato poco più avanti, atterrando in una pozza d'acqua.
Gli uccelli si tengono al fresco facendo un bagno …proprio come noi!
Wow!
Io provo a scattare qualche foto da più vicino.La profondità dell'acqua è di pochi centimetri e la Capinera comincia a sguazzare il corpo e le ali a destra e sinistra fino a quando non è sufficientemente bagnata.
Anziché un lungo bagno, fa una serie di brevi immersioni.
Sto scattando raffiche di foto, quando arriva anche la Capinera femmina.
Anche lei, esegue una serie di veloci movimenti con il corpo e con le ali dentro e fuori dall'acqua, sollevando schizzi e spruzzando goccioline sul corpo.
Io scatto milioni di foto!
Conclusioni: le immagini non solo hanno documentato una specie schiva e riservata, ma mostrano anche il delicato equilibrio che esiste tra la fauna selvatica e un ambiente naturale.
La pazienza e la conoscenza dei soggetti hanno regalato scatti
interessanti di vita quotidiana della Capinera.
Come valuti l'utilità delle informazioni fornite nell'articolo rispetto alla tua esperienza personale?
C'è qualcosa che ti ha sorpreso o che vorresti approfondire?
Testo e foto di Alvaro Foglieni
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Informazioni sempre utilissime, così come suggestivo il racconto dell’incontro. Mi è capitato di fotografare la capinera durante un bagnetto rinfrescante, ed è una bella soddisfazione. Grazie Alvaro.
Grazie Roberto per aver raccontato la tua esperienza, arricchisce tutti noi!
Alvaro
Le informazioni presenti nell’articolo sono davvero chiare ed esaustive, ti accompagnano a provare un’ esperienza come questa. Speriamo che anche noi con un po’ di pazienza e perseveranza riusciremo ad incontrare una capinera. Grazie!
Grazie per aver letto e commentato l’articolo, vi auguro di fotografare al più presto la Capinera!
Alvaro
Bellissimo articolo come sempre.
Mi è capitato anni fà di fotograafare sul pino davanti al balcone di casa una coppia di capinere,femmina e maschio,bellissimi esemplari.
Il tuo racconto è affascinante.
Grazie Marco, apprezzo molto il tuo contributo al dibattito!
Alvaro