“Non c’è più l’inverno di una volta!”
Da una decina d’anni non nevica più come un tempo e questo è un problema per i fotografi della natura.
La neve aggiunge molto a qualsiasi scena invernale e senza la coltre bianca, il paesaggio è spesso marrone e il terreno appare terribilmente triste.
Così, con le nevicate di gennaio, ho deciso di andare in un paio di località montane per fotografare qualche passeriforme nella neve.
Non c’è immagine naturalistica migliore di un uccello posato nella neve appena caduta.
- La prima sfida che ho dovuto affrontare è stato trovare la giusta esposizione alla neve.
Le fotocamere sono programmate per raggiungere un grigio medio e questo trasforma la neve in una coltre grigiastra.
Per avere la neve bianca ho lavorato sulla compensazione dell'esposizione, utilizzando i valori positivi (+1 e in alcuni casi +2 stop).
Non c'è una regola fissa, bisogna fare delle prove sul posto.
Per avere la certezza che il soggetto fosse ben esposto, ho utilizzato la misurazione SPOT. - Con il meteo favorevole, in un ambiente innevato la luce proviene dall'alto... e dal basso in quantità quasi uguali!
Un grande problema per gli occhi, ma una benedizione per il sensore della mia reflex Canon che mi permetteva di scattare ad alta velocità.
C'era così tanta luce che dovevo continuamente modificare la velocità di otturazione (spesso ero oltre 1/2000"). - Durante l'inverno, il sole è basso nel cielo durante il giorno, il che significa che sei più libero di scattare a metà giornata senza preoccuparti della luce intensa e della perdita di dettagli nelle zone d'ombra e di luce, come succede in estate.
In ogni caso, le condizioni di migliori le ho trovate al mattino presto o con il cielo nuvoloso.
Nel primo caso perché l'attività degli uccelli era maggiore, con le nuvole invece perché la luminosità era uniforme e le ombre morbide. - C'è da dire però che anche se l'uccello era scuro avevo il vantaggio che la neve fungeva da riflettore, schiarendo le ombre e permettendomi di fotografare con una luminosità maggiore di quanto ce ne fosse realmente.
Una cosa è certa: col sole o con le nuvole il freddo scarica velocemente le batterie.
Ne portavo sempre 2 di scorta e le conservavo al caldo, nella tasca interna del giubbotto. - Dal punto di vista compositivo, ho evitato di riempire tutto il fotogramma con il soggetto.
Ho visto che catturare una scena più ampia mette meglio in mostra l'ambiente.
La composizione deve essere la più semplice possibile: il soggetto circondato dalla neve. - Le riprese nella neve che cade sono una vera sfida: i fiocchi di neve possono distrarre l'autofocus della fotocamera e diventa difficile tenere a fuoco il soggetto.
Ma quando funziona, si ottengono immagini di grande fascino.
Non esiste una regola assoluta o un valore standard di velocità di scatto da impostare, ma è necessario testare diversi valori in virtù del tipo di nevicata.
Per esempio, i fiocchi grandi cadono molto più lentamente di quelli piccoli. - Concentrarsi sugli occhi dell'uccello quando ci sono migliaia di fiocchi in movimento è quasi impossibile.
La fotocamera cerca costantemente di mettere a fuoco i singoli fiocchi e il soggetto risulta sfocato.
Le uniche due soluzioni che mi hanno creato meno problemi sono state:
- sparare raffiche di foto sperando che almeno uno scatto venisse a fuoco,
- utilizzare la messa a fuoco manuale, sperando che l'uccello restasse fermo.
La cosa più importante è agganciare il soggetto, il resto lo farà la fotocamera. - Per mostrare la neve che cade, cerca le aree con uno sfondo più scuro in modo che i fiocchi di neve contrastino bene.
Velocità dell'otturatore più lente e ISO più alti sono la soluzione per foto riuscite Se vuoi congelare i fiocchi, imposta una velocità di scatto superiore a 1/1000".
Se invece vuoi avere la strisciata del fiocco che cade, devi utilizzare una velocità dell'otturatore più lenta (prova con 1/100"). - Ovviamente anche per le foto di uccelli sulla neve valgono le classiche regole del ritratto: metto a fuoco gli occhi, curo che non ci siano parti importanti tagliate (es. ali, zampe) e non posiziono mai il soggetto principale al centro del fotogramma.
Utilizzo sempre il formato RAW, le possibilità in termini di post-elaborazione sono infinitamente maggiori rispetto a JPEG, soprattutto in presenza di neve! - Conclusione: l’inverno è un periodo difficile per gli uccelli selvatici, in particolare quando la neve ricopre le già scarse risorse alimentari.
Quando mi avvicino per fotografarli, pongo particolare attenzione a non disturbarli troppo e a non farli involare, poiché si tratta di energia sprecata che dovrà essere reintegrata.
Controllo continuamente eventuali segni di disagio e me ne vado se capisco che sono nervosi e allarmati.
Per me, il benessere del soggetto è sempre al primo posto.
Fallo anche tu!
Testo e foto di Alvaro Foglieni
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Le foto sono stupende, i consigli utilissimi!
Il tuo commento è stato un bellissimo complimento, grazie!
Come sempre tutorial completo di i formazioni utilissime e spiegazioni perfette per degli ottimi scatti con la neve come sfondo.
Le fotografie sono splendide
Sono profondamente grato per il tuo commento attento e dettagliato!
Bravo! Complimenti per foto e testi che le accompagnano. Davvero interessanti le note. E i soggetti (per me fotograficamente ‘inconsueti’, pratico altri generi fotografici) acquisiscono un interesse che sinceramente non avevo mai avuto. Peccato che per i miei limiti di formazione non riesca ad identificare le specie ritratte. A presto e buona caccia fotografica (l’unica che posso ammettere).
Il tuo commento è stato per me fonte di grande motivazione, grazie!
Sempre precise e puntuali le indicazioni per fare delle belle fotografie, non resta che uscire e metterle in pratica!
Grazie per aver arricchito la mia giornata con le vostre parole positive!