Quando Marco mi ha proposto di visitare un piccolo canneto sul lago d’Iseo per fotografare il Pendolino, ho subito accettato.
A volte però può capitare che quando si parte per una missione fotografica con un’immagine molto specifica in mente, si torni con qualcosa di completamente diverso.
Questa è una delle leggi della fotografia naturalistica ed è ciò che rende questa passione così emozionante: c’è sempre spazio per la sorpresa e l’imprevedibile.
Così è successo quel giorno!
- In piedi sulla passeggiata che circonda il lago lo sguardo si perde nella marea gialla del canneto.
La vegetazione sembra impenetrabile, ma qua e là si sentono vari cinguettii e richiami.
C'è vita lì dentro!
Poi…qualcosa si muove velocemente tra le fitte canne, è difficile capire cosa è, la specie e il numero di individui. - Decido di fermarmi e di osservare con più attenzione nella speranza di fotografare il Pendolino.
Finalmente, dopo qualche minuto lo vedo chiaramente, ma non è quello che speravo, è molto di più: è un Basettino maschio.
Ha un aspetto inconfondibile: dagli occhi scendono due segni scuri che vanno fin sotto al becco e sembrano proprio delle basette.
Aggrappato al fusto di una canna, la risale velocemente per raggiungere le infiorescenze.
Lo stelo si piega e tutta la pianta con attaccato l'uccello, sembra sobbalzare all'impazzata. - È la prima volta che lo vedo e mentre lo rincorro con il teleobiettivo, mi accorgo che poco distante c'è anche una femmina.
I due si muovono velocemente e non rimangono fermi abbastanza a lungo da permettermi di inquadrarli con calma e comporre la foto.
Quindi, ho impostato la mia fotocamera su una velocità dell'otturatore di 1/2000" e scatto raffiche di fotogrammi in modo da poter ottenere molte immagini.
Spero che almeno una di queste foto sia a fuoco e nitida. - Sono piccoli, la forma a uovo, paffuti con una lunga coda.
I due sessi si distinguono facilmente: i maschi hanno le basette nere, mentre le femmine sono molto meno appariscenti e sgargianti.
I Basettini si trovano solitamente nei canneti e sono ben adattati a vivere in un ambiente del genere.
Hanno un modo unico di aggrapparsi alle canne e usano la coda per bilanciarsi.
"Stai fermo, dai solo per pochi secondi, girati, su non fare i capricci!" penso, mentre lo inseguo con teleobiettivo - La specie trascorre quasi tutta la sua vita in ampi e fitti canneti.
Difficilmente lascia questo ambiente e senza le sue grida forti e tipiche, passerebbe inosservata.
È comunque un uccello irrequieto che si arrampica abilmente lungo i fusti dei canneti, si infila tra essi, scende al suolo, poi si rialza.
Sono uccelli dall'aspetto elegante, noti anche per le spaccate acrobatiche tra le canne. - Il diaframma passa da f/6,3 a f/8 in funzione della luminosità, perché desidero una buona profondità di campo per garantire che il soggetto sia tutto a fuoco, nitido e ben dettagliato.
La sensibilità ISO è automatica e la stabilizzazione dell'obiettivo è attiva (fotografo a mano libera).
I soggetti non erano molto lontani, Il teleobiettivo da 400mm andava benissimo.
Certo se avessi avuto una focale più lunga sarebbe stato meglio, ma mi devo accontentare. - Mentre li sto fotografando penso alla straordinaria trasformazione interna che subiscono con l'arrivo dell'inverno.
In estate si nutrono di afidi dei canneti, ma nei mesi invernali quando questa fonte di cibo ricca di proteine inizia a diminuire, hanno bisogno di trovare un'alternativa.
Questo è il momento in cui cambiano la loro dieta e si concentrano sugli abbondanti semi delle canne.
La capacità di elaborare e digerire alimenti così diametralmente opposti è una transizione spettacolare.
Deve comportare cambiamenti chimici e batterici significativi delle funzioni digerenti. - La magia non finisce qui, per digerire questi piccoli semi relativamente duri è necessario spezzettarli per raggiungere il nutriente cuore polposo.
Questo non è facile quando non hai denti e non hai nemmeno un becco progettato per affrontare il problema.
I Basettini hanno quindi imparato a trattenere la sabbia nel becco per facilitare la frantumazione del guscio dei semi. - Il Basettino è una specie monogama anche al di fuori della stagione riproduttiva.
Le sue evoluzioni aeree e il suo richiamo che ricorda il tintinnio di un campanellino lo rendono facilmente identificabile anche se distante.
Non è il Pendolino che avevamo come target, ma il "sostituto" è mooooolto di più, perché si tratta di un uccello bellissimo e piuttosto raro, presente esclusivamente in aree di canneti ben preservate. - Conclusioni: una volta a casa, ho esaminato le mie immagini e ho scelto le migliori su cui lavorare in post-produzione.
Con Photoshop ho regolato l'esposizione, il contrasto, le luci e le ombre in modo da far risaltare i dettagli del piumaggio.
Piccole modifiche alla saturazione e alla vivacità per migliorare i colori e la rifinitura finale con la maschera di contrasto per rendere più nitida l'immagine.
Finito l'elaborazione, è il momento di riguardare le foto: "Wow che uscita fotografica da sogno"!
Testo e foto di Alvaro Foglieni
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Simpatico questo Basettino….
Ricordo ancora l’emoziona provata nel racconto di Alvaro,era l aprima volta che vedevo questa specie particolarmente mente.
Come racconta Alvaro quando sei in caccia fotografica per una specie e ti imbatti in altri esemplari non cosi semplici da fotografare l’emozione è grande e ti rimangono impressi nella mente tuii i momenti e tutte le movemze di questa specie.
Emozione immensa.
Il racconto di questa avventura riesce ad emozionare quasi quanto l’averla vissuta. Le immagini sono come sempre stupende e ci portano ancora di più accanto al fotografo a vivere quelle emozioni. Grazie Alvaro.
Che bella uscita fotografica e che bel racconto Alvaro, a noi è sembrato di essere lì con voi. Le splendide foto ci hanno permesso di godere da vicino l’eleganza dei colori del basettino. Grazie!