Ho preparato un percorso fotografico che ti permetterà di conoscere una Milano medievale ricca di credenze e superstizioni.
Luoghi che parlano di streghe, processi, torture e condanne a morte.
Una Milano oscura, dove imperava l’inquisizione che uccise sul rogo moltissimi innocenti.
Non leggende, ma storia con fonti e fatti documentati.
- La parte posteriore del Rebecchino, il rione alle spalle del Duomo, è un intricato miscuglio di vicoli, stretti passaggi, viuzze, ponti, slarghi e portici.
È l'area che si estende oggi fra Largo Augusto e la chiesa di Santo Stefano.
All'epoca era un quartiere abitato da povera gente, fatto da costruzioni irregolari, un luogo malsano rifugio di miserabili e malviventi.
La maggior parte della gente che vi abitava, lavorava al Verziere, l'antico mercato delle bancarelle di frutta e verdura.
La leggenda narra che è in questo ambiente che si riunivano le "streghe", donne capaci di leggere il futuro, preparare pozioni magiche per guarire gli ammalati, esperte nell'interruzione di gravidanze indesiderate. - Oltre che al Verziere, le streghe erano solite radunarsi alla Ca’ Dei Tencitt, situata in via Laghetto, 2 (il palazzo esiste ancora oggi in zona Università Statale - Piazza S. Stefano).
Nel 1576 Milano fu colpita dalla peste, ma in via Laghetto nessuno si ammalava o moriva.
I milanesi non sapendo spiegare il motivo di tale mistero, cominciarono a incolpare una donna di nome Arima, accusandola di tenere lontano la malattia con riti magici e culti satanici. - Al Tribunale dell'Inquisizione bastava una denuncia generica o un semplice sospetto per imprigionare una persona.
Il processo inquisitorio serviva solo per far confessare la colpa all'accusato e la confessione era spesso ottenuta con la tortura.
Se invece l'imputato si rifiutava di ammettere la propria colpevolezza, veniva condannato a morte tramite rogo. Francesco Hayez ha dipinto "Valenza Gradenigo davanti gli Inquisitori", il quadro è esposto alle Gallerie d'Italia e mostra una fase del processo. - Le esecuzioni pubbliche iniziarono ufficialmente, con la Bolla papale “Super illius specula” di Giovanni XXII.
Il luogo dove avvenne la prima esecuzione milanese fu il Broletto di Piazza Mercanti e il condannato a morte fu lo stregone Gaspare Grassi, decapitato e non bruciato vivo perché di stirpe nobile. - Presso il convento domenicano, al numero 3 di piazza Sant’Eustorgio, fu creato l'Ufficio dell'Inquisizione della Lombardia.
Ci rimase per tre secoli.
Qui gli imputati venivano solo processati e accusati di stregoneria, ma non bruciati vivi anche se si sa di alcune esecuzioni realizzate proprio nella piazza antistante l'entrata della basilica. - Fra i tanti inquisitori di Sant'Eustorgio, uno era particolarmente crudele: Pietro Rosini da Verona, frate domenicano presidente del tribunale e in seguito riconosciuto paladino della cristianità contro le eresie.
Era un risoluto persecutore degli infedeli, ma si creò anche molti nemici.
Fu durante un agguato di vendetta, che il frate venne massacrato con fendenti e con una mannaia fu più volte colpito al capo.
In suo ricordo, fu eretta una colonna fra la chiesa e il giardino, alla cui sommità c'è ancora oggi la statua del santo con un coltellaccio conficcato nella testa. - Finito il processo, il condannato di stregoneria (in prevalenza donne) veniva portato al patibolo a dorso di un asino.
Attraverso un antico ponte di legno chiamato Ponte della Morte o dei Sospiri, si superava un canale (oggi Via Molino delle Armi) e il prigioniero legato e scortato, procedeva per Via delle Pioppette fino in piazza Vetra. - La grande area verde che corrisponde all’attuale Parco delle Basiliche in Piazza Vetra è il luogo in cui venivano giustiziate le donne accusate di stregoneria.
La condannata era legata ad un palo, sotto al quale venivano collocati rami e paglia a cui si dava fuoco davanti alla folla che urlava giustizia.
La morte sopraggiungeva per le gravissime ustioni prodotte al corpo o per collasso cardiaco causato dal grande dolore provato.
La regola era di bruciare la strega fino a ridurla in cenere e poi gettare tutto nel canale di via delle Pioppette. - Il patibolo dove si bruciavano le streghe era esattamente dove oggi sorge la statua di S. Lazzaro Martire, protettore dei sofferenti.
All'epoca l'area era una specie di conca, circondata da canali, rogge e stagni di acqua putrida.
La prima esecuzione fu nel 1043, l’ultima nel 1641.
I documenti raccontano di centinaia di processi e condanne a morte inflitte a donne e uomini perché accusati di riti satanici. - Nel 1630 il governo milanese eresse la "colonna infame", un monumento contro la superstizione e l'ingiustizia dei tribunali dell'inquisizione.
Si faceva riferimento all'accusa di una donna che incolpava Guglielmo Piazza, di essere un untore della terribile peste del 1630.
A suo dire, il Piazza applicava alle porte delle case degli unguenti satanici forniti dal barbiere Gian Giacomo Mora.
Entrambi furono arrestati, torturati con vari supplizi finché non confessarono le loro inesistenti colpe e condannati a morte.
Al castello Sforzesco c'è una lapide che descrive gli avvenimenti e le pene inflitte ai colpevoli. - Conclusioni: l’ultima esecuzione milanese vide la condanna a morte di Anna Maria Pamolea e della sua serva Margarita Martignona.
L'inquisizione milanese cessò definitivamente nel 1779 con la morte dell'ultimo inquisitore.
Purtroppo la quasi totalità delle informazioni relative a questi orrendi crimini sono andate perdute perché nel 1788, l'imperatore Giuseppe II diede l'ordine di bruciare tutti i documenti dell’Inquisizione milanese.
Oltre 400 anni di processi, testimonianze e accuse andarono in fumo, lasciando una "grande vuoto" nella storia della caccia alle streghe.
Fotografare i luoghi e qualsiasi altra testimonianza (es. dipinti, statue, ecc.) è un modo per non dimenticare questa strage di innocenti.
Cattura la bellezza nelle piccole cose: un mondo di dettagli si apre quando ci si concentra su insetti, piante e piccoli soggetti naturali.
Testo e foto di Alvaro Foglieni
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Ciao Alvaro,
le tue ricerche sono sempre molto interessanti. In particolare questa sulle streghe a Milano è piaciuta molto anche a mia moglie, la quale è sensibile all’argomento e ha sempre sostenuto che è giusto ricordare queste vittime.
Anche la tua relazione sulla Basilica di San Marco è stata molto interessante tanto che siamo andati a visitarla seguendo i tuoi consigli.
Ciao. A presto.
Augusto
Ciao Augusto,
grazie per i complimenti.
Beh, che dire, non posso che essere felice se hai visitato i luoghi citati in un mio articolo.
Ti anticipo che il 30 aprile ci sarà una festa nel nostro quartiere ed alla mattina, noi proietteremo simpatiche storie fotografiche.
Cogli l’occasione per venire con tua moglie, sono certo che si divertirà.
Maggiori informazioni con gli orari e l’indirizzo saranno pubblicate il più presto possibile.
Ciao
Alvaro