Sebbene sia una specie molto cauta, il Picchio rosso maggiore è senza dubbio uno degli uccelli più fotografati, soprattutto per il suo adattamento agli ambienti urbani.
Negli ultimi dieci anni, il suo numero si è moltiplicato in modo significativo ed è facile osservarlo in tutti i tipi di boschi misti.
Trascorre la maggior parte del tempo aggrappato agli alberi e l’inverno è il periodo migliore per fotografarlo.
Nel corso del 2021 ho potuto seguire un paio di coppie di Picchio rosso maggiore che vivono da anni nel parco dietro casa.
Ecco cosa ho imparato da questa specie:
- Per fotografare bene il Picchio rosso maggiore, si possono utilizzare due tecniche:
• attirarlo con il cibo utilizzando nocciole o noci, espediente usato prevalentemente nella stagione fredda,
• scattare le foto quando si reca al nido con l'imbeccata per i pulcini, metodo da praticare in tarda primavera-inizio estate.
In questo articolo, non parlerò di quest'ultima possibilità perché ritengo che anche il fotografo più attento e rispettoso, avvicinandosi al nido, rischi di causare l'abbandono della prole da parte degli adulti. - Già da fine gennaio, il Picchio rosso maggiore inizia a stabilire il proprio territorio.
Non lo fa cantando come la maggior parte degli uccelli, ma "tamburellando" i tronchi di alberi maturi.
Il battito è potente e corto: una dozzina di beccate in meno di un secondo con intensità decrescente.
Il Picchio emette anche un sonoro richiamo, breve, rauco, secco: "Pik ... Pik ... Pik ..". - Il corteggiamento avviene a febbraio ed è fatto di frenetici e rumorosi inseguimenti a spirale ad alta velocità, intorno al tronco degli alberi.
Entrambi i sessi hanno dimensioni molto simili e l'unica differenza visibile tra i due soggetti è un'area rossa posta sotto la testa del maschio.
Al termine della stagione riproduttiva, maschi e femmine torneranno a vivere in modo indipendente. - Nel mese di marzo, il Picchio rosso maggiore costruisce il nido scavando negli alberi una cavità, ad almeno quattro metri dal suolo.
Maschio e femmina lavorano entrambi per due - tre settimane.
Il nido ha un ingresso tondeggiante di 5 cm di diametro.
Un teleobiettivo da 400 mm utilizzato su una fotocamera con il sensore APSC, sono l'ideale per fotografare senza rischiare di disturbare l'uccello. - A maggio, la femmina depone le uova che incuba durante il giorno, mentre al maschio tocca il turno di notte.
La cova dura un paio di settimane.
Il Picchio rosso maggiore produce una sola covata all'anno.
I piccoli prendono il volo dopo 20-25 giorni. - I piccoli di Picchio rosso maggiore sono molto rumorosi, chiedono continuamente cibo ed è facile sentirli mentre si cammina nei pressi del nido.
Il ritorno dei genitori al nido è molto frequente, arrivano ogni dieci minuti con l'imbeccata.
Il picchio è una specie tollerante con gli umani e una volta che si è abituato alla tua presenza, continuerà a nutrire senza sosta i suoi piccoli anche se sei presente. - Per ricercare il cibo, il Picchio rosso maggiore si posa sul tronco e inizia la caccia agli insetti risalendo a saltelli l'albero da un lato, all'altro.
Durante la salita picchietta abilmente la corteccia, staccando piccoli frammenti ed estraendo le prede dalle fessure del tronco con la punta della sua lingua appiccicosa.
Fateci caso: non vola mai direttamente sull'albero scelto per la caccia, prima di posa su un albero vicino e verifica che l'area sia sicura. - Le penne della coda del Picchio rosso maggiore sono particolarmente forti, dure e sono utilizzate come supporto.
È zigodattilo, cioè ha i piedi con due dita in avanti e due indietro, per garantire una migliore stabilità.
È facile fotografarlo fermo su un tronco, aggrappato con i forti artigli e sorretto dalla coda. - Quando viene individuato, ha l'abitudine di spostarsi rapidamente sul lato opposto di un albero, "sbirciando" per controllare se lo stai ancora osservando.
In volo ha l'aspetto di un dardo piumato, dritto come una freccia con le ali infilate tra i lembi è l'andamento è tipicamente molto ondulato. - Conclusioni: i Picchi rossi maggiori non nidificano mai nella stessa tana dell'anno precedente.
Ogni anno, il maschio crea nuovi rifugi affinché la femmina possa scegliere.
Dei nidi abbandonati o non utilizzati, beneficiano molti altri animali selvatici come: i picchi muratori, le cince, gli scoiattoli e negli ultimi anni i Parrocchetti dal collare.
Una cavità negli alberi è il posto migliore per allevare i propri piccoli perché sono fuori dalla portata dei predatori e sono ben riparati dalle intemperie come pioggia e vento.
La natura non spreca mai nulla!
Foto e testo di Alvaro Foglieni
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Ciao buongiorno Alvaro come stai?Grazie per l’articolo che parla di questa splendida specie e per i consigli per fotografarlo con le dovute attenzioni senza arrecargli danno.Buona luce Carmelo.
Ciao Carmelo, sto bene grazie e spero lo stesso anche per te!
Ti auguro una primavera ricca di ottime e interessanti foto.
Continua a seguirmi, mi fa piacere!
Ciao
Avaro