I Celti la chiamarono Medhelan, dove “medhe” significa centro e “lanon” indica un santuario.
I Romani tramutarono il nome in Mediolanum, che si traduce in “in mezzo alla pianura”.
Oggi la conosciamo come Milano, un’importante metropoli europea.
La città antica aspetta di essere scoperta e le tue foto possono dare un grosso contributo.
Ti propongo un tour fotografico alla ricerca delle testimonianze dell’antica Milano celtica e della prima Milano romana.
- Secondo la tradizione trasmessa da Tito Livio, i Celti guidati dal mitico Belloveso fondarono Milano tra la fine del VII e l'inizio del VI secolo a.C.
La leggenda narra che il luogo fu scelto perché fu avvistata una scrofa semilanuta (femmina di cinghiale bianco) sotto un grande cespuglio di biancospino (animale e pianta sacri ai Celti).
Cerca in Piazza Mercanti, su un capitello del Palazzo della Ragione il bassorilievo di marmo bianco che la ritrae. - Uno dei più antichi simboli solari celtici è il Triskell.
E' un triplice vortice racchiuso in un cerchio e i segmenti congiunti al centro rappresentano i tre elementi della natura: acqua, terra e aria.
Per i Celti, il numero tre è magico perché rappresenta la ciclicità cosmica, es: le fasi solari (alba, mezzogiorno e tramonto), l'età dell’uomo (infanzia, maturità e vecchiaia), il trascorrere del tempo (passato, presente e futuro), ecc.
Entra in Duomo e cerca sul soffitto della navata di destra i Triskell. - Belenos, era la divinità celtica della luce solare.
Era uno dei più importanti e potenti Dei a cui si dedicavano sacrifici e riti collegati ai solstizi.
Fotografa nella chiesa di Santa Maria in Paradiso il "Tredesin de marz", una pietra rotonda in granito forata, con incisi tredici raggi a formare una specie di Sole. (Altre fonti la associano alla Luna e i raggi sono le 13 lunazioni in un anno).
Nella cultura celtica le pietre aveva una grande importanza, erano degli altari su cui salivano i nuovi capi tribù per fare il sacro giuramento di seguire con valore le orme dei loro predecessori. - Un simbolo celtico molto importante è la "rosa celtica", la rappresentazione del Sole che porta rinascita, rinnovamento, allegria e speranza.
E' un contrassegno scolpito nella pietra che raffigura una stella a sei punte o una rosa a sei petali, utilizzato come richiesta di protezione divina.
Vai nella chiesa di San Giovanni in Conca e cerca il bassorilievo scolpito sul capitello di alcuni pilastri. - Nel 222 a.C. il console romano Gneo Cornelio Scipione Calvo conquista Milano dopo assedi e battaglie in campo aperto..
Le tribù celtiche che secoli prima avevano fondato la città e colonizzati i territori limitrofi, furono sconfitte.
L'intera Pianura Padana diventò provincia romana col nome di Gallia Cisalpina e Mediolanum fu scelta come capoluogo o per meglio dire: municipium civium romanorum. - Passano i secoli e quando Milano divenne Capitale dell'impero romano d'occidente (286 d.C), l'imperatore Massimiano.
trasformò il piccolo villaggio di provincia in una vero e proprio simbolo del potere di Roma.
Abbelli la città con molteplici monumenti, i cui resti sono ancora visibili oggi: residenza imperiale, il palazzo delle terme, teatri, alcuni luoghi di culto e il circo per i giochi pubblici e le gare dei cavalli.
Curiosità: la colonna del Diavolo, presente in piazza S. Ambrogio, appartiene al palazzo imperiale.
Cerca i resti a cielo aperto della maestosa dimora del sovrano nell'area verde di via Brisa. - Le colonne di San Lorenzo, datate II secolo d.C., sono oggi uno dei luoghi più conosciuti dell'antica presenza romana a Milano.
Rappresentano uno dei rari reperti della Mediolanum imperiale sopravvissuta alla furia distruttrice dei Goti, del Barbarossa e dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.
La leggenda vuole che delle 16 colonne alte 7 metri, ne manchi una poiché sarebbe stato il Diavolo in persona ad averla rimpicciolita.
Cercala al centro del colonnato. - Mediolanum si dotò anche di una cinta muraria provvista di torri, intorno al centro abitato.
Ad oggi, l’unico reperto che si sia conservato nonostante i tanti rifacimenti in epoche successive, è una torre poligonale costruita alla fine del III secolo.
E' un manufatto di 24 lati all'esterno e circolare all'interno, alto oltre 16 metri che faceva parte di un avamposto fortificato a guardia del quartiere imperiale.
Cercalo all’interno del Civico Museo Archeologico, nel giardino del Monastero Maggiore. - Milano non è certo paragonabile a Roma, vero e proprio museo a cielo aperto, ma qualche resto di epoca romana è possibile scoprire ed osservare.
Oltre alle vestigia già citate, puoi divertirti a cercare le tracce delle Terme Erculee (Largo Corsia dei Servi), del Foro con i più importanti edifici pubblici come il Capitolium, il macellum, la basilica, la curia e le tabernae (le vie intorno alla Pinacoteca Ambrosiana), l'anfiteatro per i duelli dei gladiatori (Via de Amicis - Ingresso parco Santa Maria della Vittoria) e il pavimento di una Domus fra le più antiche (Via Morigi, 2) . - Conclusioni: l'articolo ha proposto alcune destinazioni che aiutano a scoprire una Milano ormai scomparsa.
L'obiettivo è valorizzare la fotografia come strumento di apprendimento, memoria ed espressione artistica.
E' un viaggio nel nostro passato per capire meglio il presente.
Ricorda che quando realizzi un reportage fotografico è fondamentale saper raccontare una storia, altrimenti è soltanto un insieme di fotografie.
Cattura la bellezza nelle piccole cose: un mondo di dettagli si apre quando ci si concentra su insetti, piante e piccoli soggetti naturali.
Testo e foto di Alvaro Foglieni
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