Milano è una città ricca di edifici religiosi e molti di questi meritano una visita per ammirare e fotografare i tanti capolavori dei pittori del passato.
Esistono però alcune chiese che vale la pena conoscere perché insolite, depositarie di un alone di mistero e culle di interessanti leggende.
Questo articolo suggerisce due esempi.
Oltre alle indicazioni turistiche, troverai brevi consigli di tecnica fotografica.
- Percorri Via Torino, la strada dello shopping nel centro di Milano e poco prima di arrivare in Piazza del Duomo troverai sulla destra un corto vicolo senza uscita che porta ad una chiesa: Santa Maria presso San Satiro.
Una volta entrato, scoprirai che la parrocchia ha tre navate con colonne che reggono la volta.
Lo spazio è quello di una grande basilica, ma basta avvicinarsi all’altare per restare senza parole.
Cosa pensi prima di premere l'otturatore?
Porsi alcune semplici domande può aiutarti a portare le tue immagini ad un livello qualitativo superiore.
Di seguito troverai altre domande e alcuni suggerimenti. - Non penserai mai che è un inganno ottico ottenuto mediante l'uso della prospettiva.
Fu l'architetto Donato Bramante ad avere l'idea geniale di realizzare sul fondo della navata centrale un finto abside.
Per mancanza di spazio, realizzò in stucco una finta architettura che offre al visitatore l'impressione di grande profondità, mentre lo spazio occupato è meno di un metro.
Che storia sto raccontando?
Porsi questa semplice, ma importante domanda, ti aiuterà a prendere utili decisioni in termini di composizione, inquadratura, esposizione, ecc. - In Santa Maria presso San Satiro, l'abside non esiste, è un’illusione ottica creata grazie alla prospettiva.
È un vero capolavoro del Rinascimento italiano e del genio di Urbino.
Il trucco del Bramante viene svelato mettendosi di lato rispetto all'altare.
Qual è il punto focale di questo scatto?
Nella scena che ho davanti, cosa attira lo sguardo più di tutto?
Una volta individuato il punto focale, pensa a dove posizionarlo nell'inquadratura (es. usa la regola dei terzi). - La chiesa di Santa Maria è stata costruita alla fine del 1400, per custodire un affresco della "Madonna con bambino" ritenuto miracoloso.
Duecento anni prima, un vandalo colpì l’immagine del Bambino con un pugnale (al collo e al petto) e l'icona prese a sanguinare per diversi giorni.
Oggi l'immagine miracolosa è al centro dell'altare e da secoli è meta di pellegrinaggio.
Guardando con attenzione l'opera, si può notare la traccia di sangue.
Qual è la principale fonte di luce?
Fai in modo che il soggetto sia ben illuminato.
Senza luce perderai i dettagli e la definizione dell'immagine. - La Basilica di Sant'Eustorgio è una delle chiese più antiche di Milano (IV secolo), protagonista nel medio evo dell'inquisizione.
Secondo la tradizione, San Barnaba primo vescovo di Miano, battezzò i primi cristiani proprio in questo luogo. Tante le opere d'arte presenti nella basilica.
Ci sono altri punti focali concorrenti?
Dopo aver identificato ciò su cui vuoi attirare gli occhi dei tuoi spettatori, cerca se nell'inquadratura ci sono altri soggetti in competizione e chiediti se aggiungono o tolgono importanza all'immagine finale. - L'affresco più famoso e in parte inquietante, è situato in alto sulla destra, subito dopo l'entrata della Cappella Portinari.
Raffigura la Madonna con il Bambino e sul capo dei due personaggi sono ben visibili delle corna.
Narra la leggenda che San Pietro Martire fu capace di esorcizzare il diavolo che aveva assunto le sembianze della Vergine Maria.
Cosa c'è sullo sfondo e in primo piano?
La causa più comune per distrarre l'attenzione dello spettatore è lo sfondo sbagliato dei tuoi scatti.
Controlla sempre lo spazio dietro il soggetto principale per vedere cosa c’è (fai lo stesso per il primo piano). - Nel transetto di destra a fianco dell'altare, trovi un massiccio sarcofago romano in pietra.
È un monumento semplice decorato con una stella cometa e con una scritta «sepulcrum trium magorum».
Sono abbastanza vicino?
È un errore scattare foto in cui il soggetto è troppo piccolo nel fotogramma.
Gli scatti con il soggetto che riempie l'inquadratura sono molto più dinamici e mostrano molti più dettagli. - La leggenda racconta che al suo interno ci furono le spoglie dei tre Re Magi, trasportate a Miano su un carro trascinato dai buoi, da Eustorgio Vescovo di Costantinopoli.
Le sacre reliquie furono rubate dal Barbarossa nel 1162 e trasportate a Colonia, dove tuttora si trovano.
Nella Basilica di Sant'Eustorgio ci sono solo pochi frammenti conservati nella teca sopra l’altare dei Magi.
L'inquadratura è dritta?
"Sto tenendo la fotocamera correttamente?"
Molte persone non lo fanno e di conseguenza soffrono di vibrazioni della fotocamera e errori di inquadratura. - Nella Cappella Portinari trovi un'imponente scultura: la tomba di San Pietro Martire, capolavoro dell'arte gotica milanese.
Narra la leggenda che il martire fu decapitato perché il sarcofago era troppo corto per contenere il corpo.
L’arcivescovo Giovanni Visconti prese la testa e la portò a casa.
Dopo poco fu assalito da fitte di dolore al capo che passarono solo quando riportò la testa nel sarcofago.
La credenza popolare dice che sfregare un fazzoletto sul sepolcro e poi appoggiarlo sulla testa è un rimedio sicuro per il mal di testa.
Come viaggia l'occhio davanti ad un'immagine?
Gli occhi dello spettatore non rimangono fermi mentre guardano un'immagine, seguono le linee, sono attratti dalle forme e colori.
Considerare tutti questi diversi elementi visivi, migliorerà notevolmente i tuoi scatti. - Conclusioni: le chiese non sono solo edifici sacri di culto, ricchi di opere d’arte, ma anche luoghi che conservano leggende e tradizioni.
Vale la pena realizzare una passeggiata fotografica tra luoghi dove i miti popolari s'intrecciano con i fatti realmente accaduti.
Probabilmente non ricorderai tutte le domande suggerite ed è improbabile che esaminerai i punti critici di ogni scatto.
Tuttavia la prossima volta che stai fotografando prova a porti almeno uno o due quesiti.
Col tempo, capirai il beneficio delle domande perché ti troverai a realizzare scatti di grande impatto.
Composizione è tutto: cerca linee guida naturali che portino l’occhio dello spettatore attraverso l’immagine.
Testo e foto di Alvaro Foglieni
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