Nel cuore di Milano, in Via Torino la via dello shopping, sorge S. Giorgio al Palazzo, una chiesa che riserva al visitatore grandi meraviglie.
Sorge dove in epoca romana si trovava il palazzo imperiale di Diocleziano, da qui il nome.
Narra la leggenda che in questa chiesa fu redatto l’editto di Costantino del 313 d.C. che concedeva libertà di culto e fede ai Cristiani.
Sarebbe un peccato non entrare e rivivere un po’di storia.
In particolare, ti suggerisco di fermarti davanti al capolavoro del Luini.
Ecco alcuni consigli tecnico-pratico su come fotografarlo al meglio.
- È una chiesa come tante altre che spesso passa inosservata al milanese frettoloso.
Non farti ingannare dalla facciata quasi anonima, entra non te ne pentirai!
L’interno è diviso in tre navate, la costruzione è semplice e luminosa.
L'elemento più sorprendente però è la Cappella della Passione, la terza nella corsia destra, dipinta da Bernardino Luini nel 1516.
Devi immaginare lo scatto finale prima ancora di avere l'occhio sul mirino della fotocamera. - L'intera cappella è completamente decorata e rappresenta la Passione di Cristo.
L'opera catturerà immediatamente la tua attenzione grazie ai colori accesi e ai gesti, ai visi e alle pose dei tanti personaggi rappresentati.
È tipico del Luini inserire molte figure nella stessa scena, ognuna con movenze e espressioni facciali differenti.
Tutto ricorda Leonardo da Vinci, di cui l'autore fu allievo.
"Cosa vuoi realizzare?" è la domanda giusta da porti prima di scattare la foto.
La risposta ti fornirà le impostazioni corrette della fotocamera. - L'opera, restaurata nel 1953, si deve leggere come un libro, da sinistra a destra e dall'alto in basso.
È composta da cinque episodi, quattro tavole dipinte ad olio e una parete affrescata.
Il ciclo della Passione è considerato dei critici come il culmine pittorico del Luini, che non riuscirà più a ripetersi.
Se vuoi catturare il movimento di un soggetto dinamico, dovrai scegliere una velocità di scatto elevata.
Se fotografi in un ambiente senza luce e vuoi mostrare il soggetto principale, dovrai aumentare gli ISO. - Sulla parete di sinistra, "La flagellazione".
Cristo, legato ad una colonna, viene frustato da due carcerieri.
A una trave pende un carte con la scritta "ET FLAGELLAVIT EUM" (e lo fecero flagellare).
Il dipinto è stato realizzato con un’angolazione prospettica inusuale, ma di grande effetto.
Le corrette impostazioni nascono dalla tua intenzione. - Sulla lunetta superiore, "L'incoronazione di spine".
Gesù ha gli occhi bendati e due aguzzini dai volti grotteschi lo prendono in giro.
Sul bordo superiore della lunetta si trova la scritta IMPONUNT PLECTENTES CORONAM SPINEAM (Gli impongono una corona di spine da essi intrecciata).
Se conosci le basi della fotografia, ragionando in questo modo, è davvero possibile determinare impostazioni che funzionano sempre. - Sulla parete di destra, "Ecce homo".
Cristo, con la corona di spine in testa, viene mostrato al popolo da Pilato.
Da una trave pende il cartello ECCE HOMO (Ecco l’uomo).
Con la pratica ti fari queste domande molto velocemente e sarai in grado di adattare in tempo reale le impostazioni alla situazione fotografica. - Sulla volta della Cappella, "La crocefissione", unico affresco della composizione, diviso in tre parti.
Al centro il Cristo sulla croce, a sinistra Maria e le pie donne.
A destra alcuni soldati romani si giocano la tunica di Gesù.
Dopo aver impostato al meglio la fotocamera, prenditi il tempo necessario per ricercare la composizione esatta, quella che attirerà gli occhi dell'osservatore e ti permetterà di ottenere esattamente lo scatto che desideri. - Di fronte all'osservatore, sull'altare, si trova "La deposizione", un'opera tutta da ammirare conosciuta anche come "Il Compianto".
Al centro della scena, il corpo di Gesù attorniato da 17 personaggi.
Quello che subito si nota è la drammaticità della scena, evidenziata dai gesti, dagli sguardi, dalla sofferenza sui volti.
L'immagine mentale creata prima di scattare la foto ha i suoi limiti: scopri altre possibilità una volta che hai l'occhio nel mirino.
È il momento di andare alla ricerca dell'inquadratura migliore. - Non si può che rimanere estasiati davanti al lavoro di Luini, per il sapiente uso del colore, l'intelligente occupazione dello spazio scenico e l'approfondita indagine spirituale dei tanti personaggi.
L'aver saputo cogliere i momenti più drammatici dell'evento, la presenza di un'unica fonte luminosa, il gioco dei chiaroscuri e l'uso di colori accesi sono gli elementi che colpiscono e attirano l'attenzione del visitatore.
È utile conoscere i punti di forza e di debolezza della tua attrezzatura, in modo da ottenere il massimo da essa. - Una curiosità: tra le molte figure presenti nella "deposizione", in alto a destra trovi una donna con in braccio il figlio piccolo.
Il bimbo ha in mano un Cardellino, simbolo della Passione.
Narra la leggenda che l'uccello si macchiò del sangue di Gesù quando tentò di estrarre una delle spine della corona posta sul capo del Cristo in croce.
Fotografare spesso è importate per la tua crescita qualitativa delle tue immagini.
Se proprio non puoi portare con te la fotocamera, usa il tuo smartphone e scatta la foto.
Così eserciterai il tuo occhio, la tua composizione, il modo in cui vedi la luce, ecc. - Conclusioni: le foto a corredo dell'articolo rendono solo parzialmente la bellezza della "Passione" di Bernardino Luini e hanno lo scopo di stuzzicare la tua curiosità e spingerti ad una visita più approfondita.
Realizzare una bella immagine non è solo fotografare con l'apertura ottimale della tua ottica e avere le impostazioni di scatto esatte.
Ci sono momenti in cui sentirai il bisogno di utilizzare diaframmi completamente aperti o al contrario chiudere di più.
In questi casi non è la tecnica che conta, ma la tua creatività!
Composizione è tutto: cerca linee guida naturali che portino l’occhio dello spettatore attraverso l’immagine.
Testo e foto di Alvaro Foglieni
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